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STORIA

Il relais e la sua posizione oltremodo suggestiva, in un vicolo stretto e silenzioso a ridosso di Piazza della Signoria, raccontano un pezzo significativo e affascinante della millenaria storia di Firenze.

Ospitato in un palazzo cinquecentesco accuratamente restaurato, il relais torna oggi a nuova vita con una veste totalmente moderna, ma mantiene traccia di un passato prestigioso, quando era una residenza nobiliare nella zona più viva del centro storico.

Siamo in Chiasso dei Baroncelli, troncone del più celebre Chiasso del Buco, vicolo che si insinua come una profonda fessura lungo la fabbrica degli Uffizi e la Loggia dei Lanzi aprendosi su Piazza della Signoria. Il suo nome è legato all’antico casato fiorentino dei Baroncelli, che proprio nei pressi del relais, nel Rinascimento, aveva eretto una delle sue case-torri. Altre famiglie nobili del tempo - i Tigliamochi, i Gherardini, i Pulci, i Raugi – ebbero qui la loro abitazione; allo sbocco sulla Piazza si incontravano invece le botteghe di pittori, tessitori di velluti, fabbri e calzolai, motivo per cui siamo entrati in contatto con la storica farmacia SS Annunziata, che ha tutte le profumazioni che ricordano questi mestieri. Qui si possono vedere ancora i tipici archetti di sostegno tra gli edifici e le sedi di alcune importanti corporazioni come l’Arte dei Fabbri, dei Maestri di Pietra e Legname e dei Calzolai segnalate dagli stemmi in pietra che sono oramai quasi illeggibili.


1561 Apre la spezieria - Domenico Brunetti apre una bottega adibita a spezieria nell’immobile di proprietà delle Monache di S. Niccolò, nei pressi del celebre Duomo di Firenze.
1876 Da spezieria a farmacia - Viene apposta sopra l’ingresso l’insegna della SS. Annunziata, un’effige in ceramica incorniciata in pietra serena con la scena dell’Annunciazione.
La spezieria prende il nome di Farmacia “all’insegna della SS. Annunziata”.
2021 Celebrazione del 460° anniversario.


Il pittoresco Chiasso del Buco, chiamato così per la presenza di una “buca“ è praticamente diviso in due parti; il primo lato, a cui si accede da Chiasso Baroncelli, fu molto danneggiato durante la ritirata tedesca del 1944 e diversi edifici vennero ricostruiti negli anni Cinquanta, tra cui la Torre dei Salterelli, una famiglia menzionata da Dante nel suo incontro con l’avo Cacciaguida (Paradiso XV). Il tratto su Via Lambertesca, invece, non ha subito grosse trasformazioni ed esiste ancora il fondo dove aveva sede l‘Arte dei Correggiai (di cui resta un antico architrave in pietra con gli stemmi).

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